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La morte, la solitudine, la marginalità possono essere delle possibilità per comprendere meglio la vita, per attribuirle un significato nuovo? Questo libro analizza le canzoni di Fabrizio De André cercando di dare una risposta; ripercorre i brani dell’artista ligure per capire se è ancora possibile, oggi, ritrovare l’innocenza, cioè il desiderio e la capacità di aprirsi alla vita, di abbracciarla con fiducia e speranza in tutte le sue manifestazioni.
Stefano Galazzo è nato a Biella nel 1973. Si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università del Piemonte Orientale e attualmente insegna italiano e storia alle scuole medie-superiori. Ama da sempre le canzoni di Fabrizio De André e Leonard Cohen. Gli piace il cinema e la lettura. Questo è il suo primo libro.
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Il prossimo 24 marzo alle ore  17 presso la Sala bibliotecaria del Comune di Lesignano de’ Bagni (P.ZA mARCONI,1-PR) si terrà la presentazione del libro di Matteo Pianforini:
LE FAVOLE DI IERI CRESCERANNO MA NON MORIRANNO MAI.

A seguire buffet.

 

 

Descrizione
Beppe e’ un ragazzo di circa 30 anni  che vive nel paese di Torrechiara, prime colline parmensi. Ha una passione sfrenata per la musica dei Queen, tanto da abbinare ogni momento della sua vita a canzoni del gruppo.
Stanco della routine, decide con l’aiuto dell’anziano Ovidio di iniziare a produrre vino: un vino particolare, di nicchia, ricercato, non un vino qualunque. il moscato rosato. Nel frattempo si innamora perdutamente di Sonia: totalmente l’opposto di Beppe. Una serie di eventi, coincidenze, sfortune, caratterizzano il loro rapporto.
Chi puo’ dire se i loro mondi saranno compatibili?

Matteo Pianforini, nato a Parma il 05/05/1977.
Da sempre residente a Torrechiara (PR), innamorato del castello che sorge nel suo paese e della musica dei Queen, con una passione per i vini. Impiegato di banca, si è laureato con 110/110 presso l’Università degli studi di Parma nel 2001, facoltà di Economia Aziendale. Gioca a calcio nella squadra di amatori del suo paese. Questo è il suo primo romanzo.

Mi chiamo Jason Hawk, amo l’odore del deserto, il vento fresco sul viso, il rumore del silenzio, il desiderio di libertà. Mi sono trasferito negli USA dove ho acquistato una piccola casa, ho tre cavalli e un amico su cui contare. Una notte accade qualcosa che cambierà la mia vita: sarò tradito, catturato in un complotto ordito alle mie spalle, che coinvolgerà la donna che amo: Jennifer.  Sono pronto, e voi?

Alessio Puliani è nato a Tivoli nel 1972 e dal 2009 vive tra gli Stati Uniti e l’Italia. Ex imprenditore nel settore delle compravendite immobiliari, dal 2010 si dedica alla scrittura e alla letteratura e per una parte dell’anno risiede nel Maine da dove trae l’ispirazione. E’ sposato e ha due bambini.
 50 Miles è il suo primo romanzo.

Per la rassegna di scrittori dal nome variabile (il nome della rassegna) del Circolo Ho Chi Minh:
Domenica 4 Marzo 2012 alle ore 18 circa
Tommaso Perissi presenterà il suo libro “Il panorama di nessun luogo”
con intattenimento musicale a cura di Francesco Perissi (Qube).
Modera Gianluca Ciuffardi (psicolo e scrittore)

INDAGINI ETNOPSICOFILOSOFICHE E CONTORSIONI MUSICO-LETTERARIE
(lettura di brani del libro accampagnate da suoni di chitarra elettrica effettata)… segue Aperitivo e Cena Sociale.

Ingresso riservato ai soli soci Arci.

“Ivan è un ragazzo che ha sogni e fantasie comuni a tanti: partire e scoprire mondi nuovi, ma come quasi nessuno, decide di seguirli in un modo radicale e di cambiare per sempre la sua vita. Ivan parte da solo con un biglietto interrail verso la Germania agli inizi degli anni 2000, ma ben presto decide che lesperienza del viaggio non debbe rimanere confinata alla vacanza ma essere un principio di vita. Così non fa più ritorno alla sua vecchia vita, trascorsa tra l’incombenze familiari e universitarie, rimanendo in Germania presso un gruppo di pescatori. La conoscenza di una ragazza russa di nome Olga rappresenta il pretesto per ripartire verso nuove avventure, seguendo un bisogno interiore di nutrire i propri occhi con visioni sempre nuove. Ivan è spinto da una forza magnetica a proseguire il suo viaggio verso est, anno dopo anno, fino all’avventura finale…”

Si intitola Il segreto del Castello di Olsztyn, il libro di Nicola Amato pubblicato da Neftasia (14 euro). Amato, di Jerago con Orago (VA), è laureato in Ingegneria Informatica, ha conseguito poi una seconda laurea in Tecnologie della Comunicazione Audiovisiva e Multimediale. Lavora per conto della NATO occupandosi di CIS (Communications and Information System).

Come è nata l’idea di scrivere un romanzo storico?
L’ambizione di catapultarmi con la scrittura in un’epoca antica é sempre stata presente nei miei intendimenti letterari. Essendo però un tipo di scrittura che richiede un coinvolgimento quasi simbiotico dell’autore col contesto storico che intende narrare, aspettavo forse solo l’occasione giusta che si è  verificata dalla lettura, dell’opera maestra di Niccolò Copernico, il  “De revolutionibus orbium coelestium”. Una lettura che mi ha affascinato, non solo per l’importanza e originalità scientifica, ma anche per tutta l’ambientazione storica che ha avvolto tale opera in maniera intrigante. Da qui l’idea di costruirci intorno una storia.
Ci racconti di cosa parla il romanzo?

Siamo agli inizi del Seicento, in piena epoca delle attività censorie della Santa Congregazione dell’Inquisizione Romana. Un periodo in cui si è consolidato il sistema di inserire moltissimi libri nel famigerato Index librorum prohibitorum, istituito nel 1559 sotto il papato di Paolo IV, con lo scopo preciso di ostacolare la possibile contaminazione della fede e la corruzione morale attraverso la lettura di scritti, il cui contenuto veniva considerato dall’autorità ecclesiastica non corretto sul piano strettamente teologico, se non addirittura immorale. In questo contesto storico, dunque, si svolgono gli inquietanti e misteriosi avvenimenti narrati, contornati, tra l’altro, da una bellissima e contrastata storia d’amore. Questo romanzo narra la storia di Aleandro, un ragazzo appassionato di astronomia e di tutti i misteri che avvolgono l’universo, che vive nello Stato Pontificio e lavora per conto di un cardinale. Venuto a conoscenza che le opere di Copernico sono destinate ad essere bruciate in quanto condannate ad essere messe all’Indice, fugge e intraprende in compagnia della sua amata, un lungo e pericoloso viaggio verso la Polonia.
 Il protagonista ha una missione da vero eroe, quale?
Direi di si. Infatti, Aleandro deve cercare di salvare il manoscritto originale della famosa opera “De Revoluzionibus orbium coelestium” dal rogo dell’Inquisizione, molto attiva in quel periodo. Intraprende perciò un viaggio verso Olsztyn, nel cui castello Copernico visse in effetti per diversi anni e dove pare sia nascosto il manoscritto della sua opera maestra. Alle difficoltà e insidie del viaggio si aggiungono i misteri del suo castello ed il colpo di scena finale ricco di suspance. Aleandro é braccato, qualcuno misteriosamente vuole ucciderlo…
E l’amore come si insinua nell’intricata vicenda?
Prima di partire, Aleandro si é trovato ad un certo punto di fronte al classico binomio rappresentato dall’antagonismo tra amore e ragione, dal dilemma se cedere all’istinto della passione amorosa e rimanere accanto alla sua amata oppure abbandonarla per seguire la sua parte razionale della passione. Alla fine ho deciso di far fare al mio personaggio quello che avrei fatto io: ho scelto entrambe le cose; insomma, uniti nella buona e nella cattiva sorte.
A chi consigli il tuo libro?

Questo libro non contiene alcuna controindicazione, ed anche in caso di sovradosaggio si riesce a sopravvivere. L’unico rischio é quello di rimanere incollati alla sedia fino all’ultima parola del romanzo!
Progetti editoriali futuri?
Devo dire che, dopo un pausa di riflessione di circa un anno, ho iniziato a mettere nero su bianco il mio prossimo romanzo, ambientato nell’oscuro mondo delle case farmaceutiche e della ricerca scientifica.

Il Libro
Tutto si gioca tendenzialmente in un istante di una vita apparentemente routinaria, tutto si gioca per qualche tempo sempre nello stesso momento della giornata, in sessanta battiti di orologio che separano le 8:01 e le 8:02 del mattino, lungo la metro viola di un luogo non identificato. L’equazione della vita non è un libro e basta: forse non è niente, forse è molto più di un libro. Si puo’ racchiudere tutta l’essenza e il sentimento del nostro divenire in qualche pagina e basta? Si puo’ racchiudere la spiegazione del mondo o di un fenomeno qualsiasi o dell’incontro o del noumeno o di chissà quant’altro in un’equazione matematica o in un semplice resoconto o in qualsiasi altro schema? No, decisamente no: al mondo esistono troppe incognite e troppi margini d’errore per racchiudere il fermento dell’esistenza in qualche riga, in un solo personaggio o in un insieme di variabili. XY e XX sono un uomo e una donna qualsiasi, sono tutti e nessuno allo stesso tempo, e la vicenda del loro incontro/non-incontro è la storia dell’incompiuto, o forse del compiuto, ma a noi lettori non è dato sapere troppo del vero esito finale delle cose: a noi lettori è dato pensare. Esistono infiniti tempi e infinite variabili in questo mondo: l’unica cosa che, invero, scandisce le nostre esistenze fin dal più antico dei tempi è il diem, il momento, il fermento dell’istante: spesso, nella vita, ciò che conta davvero è rendersi conto di come un lasso di tempo minimo si possa dilatare e procrastinare in eterno. Alla fine è questo ciò che conta davvero: l’eternità del momento.

L’Autore
Efisio Mura è nato a Cagliari nel 1984. Si è laureato all’Università Bocconi col massimo dei voti: nonostante abbia studiato economia e nonostante lavori nel mondo della finanza, non ha mai perso la smisurata passione per le discipline umanistiche e per la lettura e la scrittura. Dopo aver vissuto, per studio e per lavoro, in Brasile, India, Svizzera e Lussemburgo (dove tuttora risiede), ha deciso di condividere le sue bozze con Medea Edizioni: l’equazione della vita è il suo primo romanzo.

Nel XV secolo, vediamo due tendenze contrapposte, da una parte la cucina di corte, rappresentata dallo sfarzo dei banchetti dei Visconti e degli Sforza, dall’altra una cucina di tipo campagnolo o meglio orticolo, basata sulla produzione degli orti urbani e suburbani. Nascono piatti noti come il risotto alla milanese, i ravioli, il (vitel tonnè), i (patè) e gli arrosti in genere, mentre alla cucina popolare si devono i minestroni, i pancotti, le minestre di cereali, gli stufati di verdure, ma anche tipiche ricette, come la (buseca), la (casola) e i (nervetti) conosciuti in tutta la regione. Dal medioevo al settecento, la base dell’alimentazione ha subito poche variazioni, sono comparsi sulla tavola alcuni prodotti arrivati da altri continenti come la patata, il pomodoro, la melanzana e il mais. Dalla metà del 700 il mais, sostituì quasi completamente le altre culture cerealicole e la polenta gialla sostituì sia il pane, sia buona parte del companatico. Oggi la nostra cucina è notevolmente mutata, sicuramente in meglio per la varietà dei prodotti presenti sul mercato. Non per questo dobbiamo dimenticare, l’antica semplicità dei prodotti legati al territorio e le sue semplici ricette, sinonimo di una cultura popolare.
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Mario Veronesi, pavese classe 1949, studioso di storia della navigazione e di marinerie, collabora con prestigiose riviste quali la“Rivista Marittima” edita dallo Stato Maggiore della Marina Militare, “Marinai d’Italia”, “Lega Navale”, Rivista Militare”edita dallo Stato Maggiore dell’Esercito. Con il quotidiano“La Provincia Pavese” e il settimanale “Il Ticino” di Pavia.Vincitore del primo premio giornalistico “Cronache di storia 2011” sezione pagine Web, con l’articolo “Dalla crisi delle città marinare agli imperi mercantili”. Autore di numerosi articoli e di libri tra i quali: 1) Pavia signora dei fiumi – breve storia della navigazione fluviale, quando le navi pavesi dominavano i fiumi (Liutprand); 2) La mia Russia – diario di una guerra, pensieri ricordi, racconti della campagna di Russia 1941-1943 (Gianni Iuculano); Pavia col lanternino IV – in collaborazione con altri scrittori pavesi in ricordo di Augusto Vivanti (Gianni Iuculano); I lombardi sul mare – alla scoperta della flotta lombarda – Con la prefazione del Capo di Stato Maggiore e dell’Ufficio Storico della Marina Militare Italiana (Gianni Iuculano). Attualmente Assessore alla Cultura, Istruzione, Ecologia ed Ambiente nel comune di residenza, Cura Carpignano.